Dopo le recenti vicissutidini di gioco, di risultati, di scelte arbitrali, contro il Livorno c'era un unico imperativo: vincere, per ritrovare 3 punti, morale e il sorriso, che era stato un po' smarrito da un mese a questa parte. E i tre punti sono arrivati, che non vuole dire che tutti i problemi palesati recentemente siano passati, ma sicuramente significa che adesso la squadra potrà rimettersi al lavoro con maggiore tranquillità. Primo tempo da dimenticare per la Fiorentina, forse più impaurita per il rischio di un ulteriore passo falso che vogliosa di imporre il proprio gioco. Una cosa però va segnalata: la squadra, anche nelle prestazioni peggiori, non hai mai spesso di correre, di impegnarsi di crederci. Magari qualche giocatore, a fine stagione, potrà essere accusato di mancanza di mezzi tecnici, ma nessuno in questa squadra potrà essere messo sulla graticola per mancanza di impegno, almeno fino ad oggi. Sicuramente i cambi del secondo tempo, hanno dato un volto nuovo alla squadra: il ragazzo, Ljajic, gioca veramente bene, e promette anche meglio; Zanetti, un rientro atteso che ha già fatto vedere di cosa è capace la sua intelligenza calcistica (e anche Bolatti, sicuramente non da bocciare secondo il nostro parere, trarrà vantaggio dal giocare accanto a Zanetti). E così esultiamo per la rete di Vargas e per il ritorno importante del Gila, del quale avremo un grande bisogno in questo rush finale. Nessuno si è mai permesso (e ci mancherebbe anche questo) di criticare Gilardino in queste ultime gare in cui è rimasto all'asciutto; anzi, da sempre la Fiesole cerca di fargli sentire tutto il calore possibile, e al gol ieri il Gila si è ricordato di questo, indicando la Fiesole durante la sua esultanza. Poco da dire dei livornesi: neanche il settore ospiti sono riusciti a riempire, in quella che forse sarà la loro ultima presenza a Firenze per i prossimi anni. Adesso c'è il Milan: l'ora sarà tremenda, di mercoledì alle 18.30. Ma chi potrà venire dovrà sostenere i colori per tutta la partita. Al di là dell'odio per le strisce rosse e nere, per noi è una grande opportunità per risalere un po' in classifica e dare una definitiva svolta al morale. Meglio pochi ma pronti a cantare novanta minuti. Chi viene al Franchi, lo faccia per bene.